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Piazza Marina

Dall’Inquisizione all’uccisione del poliziotto Joe Petrosino per mano della mafia, tante le storie che si sono consumate nel tempo in una delle piazze storiche più belle della città di Palermo.

Il nostro percorso inizia con una delle piazze più belle della città: Piazza Marina. Situata nel quartiere della Kalsa o Mandamento Tribunali, il cui nome deriva dalla presenza al suo interno dell’ex tribunale dell’Inquisizione, palazzo storico comunemente noto con il nome Palazzo Chiaramonte-Steri, oggi sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo. Molti sono i misteri che si sono consumati intorno a questa piazza e che ancora adesso la avvolgono. Una delle storie che la resero famosa in tutto il mondo è quella che la vide scenario dell’uccisione del poliziotto Giuseppe Petrosino, detto Joe, nemico irriducibile della malavita italiana trapiantata negli Stati Uniti, celebre in Italia e nel mondo come protagonista alla lotta al racket. Venerdì 12 marzo 1909, alle 20.45, tre colpi di pistola in rapida successione, e un quarto sparato subito dopo, suscitano il panico nella piccola folla che attende il tram al capolinea proprio di piazza Marina. Un personaggio singolare, importante per la Sicilia, nato come spazzino nel quartiere newyorkese di Little Italy, divenuto successivamente informatore della polizia e infine determinante fu la fiducia che ripose in lui Roosvelt, a quel tempo assessore alla polizia, che lo promosse sergente. Un luogo, una storia e tante bellezze da ammirare nella centralissima piazza, dove ci si può riposare sotto l’attrazione principale, ovvero il ficus macrophylla, considerato uno dei più vecchi e grandi d’Italia all’interno di Villa Garibaldi. Impossibile da non visitare!

CURIOSITÀ. Un’altra curiosità che coinvolge la piazza in questione è che nel 1541 “si levavan le forche e si strozzavano uomini e donne”. Palermo era l’unica città al mondo dove si veneravano le anime dei giustiziati e proprio in quell‘anno, venne fondata la famosa Compagnia del Crocifisso detta dei Bianchi, che aveva il compito di confortare i condannati a morte e suffragarne le anime dopo giustiziati. Da ammirare e non tralasciare è sicuramente la Fontana del Garaffo è una fontana barocca del 1698, posta in Piazza Marina nel quartiere Kalsa a Palermo. Il suo nome significa abbondante d’acqua e deriva dall’arabo gharraf.

(di Stella Belliotti Stagnitta)